Torna la Didattica A Distanza!

Senza entrare nel merito di una valutazione più o meno critica nei confronti della situazione scolastica attuale e delle risposte organizzative date dal Ministero, pensiamo sia pragmaticamente utile, per molti insegnanti, condividere una piccola sintesi di linee guida per gestire al meglio questa nuova condizione.

A differenza della scorsa primavera, in completo lockdown, questa fase si caratterizzerà per un'alternanza tra momenti di DAD e lezioni in aula, in percentuali variabili a seconda delle differenti realtà. Pertanto, ci troveremo di fronte all'occasione di integrare questi due modelli didattici e quindi dovremo riuscire a sfruttare al meglio le differenti potenzialità di queste due modalità di insegnamento.

Perché come tutte le cose, sia la didattica in presenza che quella a distanza, portano in sé aspetti positivi da valorizzare e aspetti negativi da cui difenderci.

Da un lato, infatti, avremo la lezione in aula che si caratterizza per la diretta e forte relazione con il gruppo, la possibilità di empatizzare il clima di classe, la maggior dialogicità intergruppale (non diadica come nella DAD), la minore presenza di distrazioni ed il maggior controllo sulle attività dei singoli durante la lezione.

Dall'altro lato, invece, avremo la lezione in DAD che ha come punti di forza una comunicazione più moderna e tecnologicamente avanzata, una maggiore personalizzazione ed individualizzazione dell'apprendimento, l'alternanza di strumenti didattici ed un maggiore protagonismo per ogni studente. Sempre nella DAD, inoltre, si sperimenta un maggior grado di distanza da quei disturbi della relazione che in aula a volte rallentano l'apprendimento: la pressione ed il controllo sociale tra pari diminuiscono, permettendo ai giovani di sperimentare, in maggiore autonomia, il rapporto con l'insegnante e con la conoscenza.

Coordinare queste due attività con efficacia imporrà una progettazione molto accurata che riteniamo debba seguire alcune linee guida che vi suggeriamo:

1. Privilegiare, durante la didattica in presenza, le attività di accoglienza, inclusione e tessitura relazionale del gruppo, i momenti di confronto e di interlocuzione sulle conoscenze e quelli di verifica approfondita del sapere. In questo senso, le lezioni in presenza possono diventare un momento di impostazione condivisa dell'attività che seguirà in DAD, momenti di raccordo del percorso conoscitivo posto in essere, come nella classica didattica della Flipped Classroom, oppure essere utilizzati per potenziare le relazioni e l'inclusione tra i ragazzi che si trovano a vivere le grandi solitudini che il COVID-19 ci sta imponendo.

2. Sfruttare la DAD per autonomizzare gli studenti e dare loro la possibilità di essere proattivi e protagonisti del loro apprendimento, sfruttando le molteplici possibilità che la tecnologia odierna offre: filmati, ricerche, ambienti di condivisione on-line, libri digitali, quiz e test digitali, giochi di apprendimento, attività sincrone ed asincrone. In questo modo, le lezioni in DAD diventano occasione per condensare, in maniera ordinata e puntuale, contenuti precedentemente condivisi e trasferiti attraverso differenti narrazioni e modalità espressive (filmati, video, piattaforme e-learning, e simili) ed esperiti attraverso una variegata gamma di attività pratiche (esercitazioni, giochi, ricerche, creazione di materiali e simili).

3. Non dimentichiamoci che ogni classe ha le sue peculiarità, i suoi stili comunicativi e la sua personalità collettiva che chiedono, sia in presenza che a distanza, modelli di relazione e di conduzione del gruppo specifici e percorsi didattici che non potranno mai essere protocollari. Si dovrà, quindi, impostare una didattica mista cercando di utilizzare al meglio le caratterizzazioni di ogni gruppo classe per ottimizzare il processo di apprendimento.

4. Individuare, utilizzare e riconoscere le competenze e le passioni dei singoli studenti per differenziare i percorsi di raggiungimento degli obiettivi didattici, ma anche per condividere ed integrare le differenti personalizzazioni del sapere, avendo cura di coordinare momenti di confronto tra i giovani sui loro differenti percorsi di apprendimento.

5. Evitare l'eccesso di lezioni teoriche, per quantità o durata, durante la DAD è indispensabile. In questa fase di didattica alternata è molto più utile lasciare la lezione frontale ai momenti in presenza dove si ha maggiore possibilità di costruzione e sviluppo della relazione e dove è più facile avere percezione diretta dell'attenzione del gruppo. Piccole lezioni di sintesi o di approfondimento e stimolo in DAD, invece, possono essere un ingrediente importante per la buona riuscita didattica.

Insegnare al tempo del Covid è una sfida davvero impegnativa che necessita di ripensare la scuola in forme nuove riuscendo a mantenere saldi quei valori e quelle verità della crescita umana che tutti sappiamo essere ingredienti essenziali di una società. I giovani nella scuola non imparano solo nozioni ma, anche e soprattutto, fanno esperienze e maturano competenze di confronto, di ascolto, di riflessione e attraverso di essa si preparano ad affrontare il mondo degli adulti. 

Conservare questi contenuti educativi in questa drammatica fase delle nostre esistenze, richiede il meglio del nostro impegno e della nostra umanità e se, riusciremo a vincere questa battaglia, la scuola ne uscirà migliore di ieri e forse ritornerà ad essere riconosciuta e valorizzata per ciò che merita.