La giornata della memoria

La giornata della memoria, oltre ad essere un doveroso momento di rispetto per il dolore di tutte quelle persone che hanno subito la violenza dell'egoismo, della paura e della follia può essere anche un prezioso momento di educazione e di maturazione civile, sociale e personale.
Dietro alla violenza infatti c'è sempre una dis-educazione al rispetto dell'altro: il violento è un essere umano che non è riuscito a diventare persona, che è rimasto incastrato, captivus, nella paura di perdere e di vedersi sottratto qualcosa. Il violento è vittima della sua stessa violenza e di quella che per primo ha subito, una violenza che gli ha tolto la capacità di provare piacere, di godere della bellezza dei sentimenti, di amare e di sentirsi amato.
I violenti, coloro che scelgono il potere, ormai cinici e disperati, sprofondano nel finto piacere dell'odio, del possesso, del controllo e del delirio di onnipotenza.
Educare al rispetto significa, prima di tutto, educare alla capacità di riconoscere il nostro dolore e quello degli altri, scoprendo come ogni essere umano, nella differenza della sua identità e della sua storia, si accomuni a noi per la sua voglia di essere amato, di amare e di vivere dentro un significato.
Lo insegna bene V. Frankl, che dai campi di sterminio è uscito vivo, solo, ferito e sconvolto.. ma da cui ha imparato l'importanza di costruire significato, di trovare la motivazione per sperare, per ri-costruire, per rispettare il mondo dell'altro. Lo sapeva bene Baumann quando spiegava che a noi servono sentimenti, profondi e duraturi, non emozioni consumabili ed evanescenti, per quanto intense.
Lo sapeva bene Edith Steain, quando scopriva che l'empatia, appresa e maturata, apriva le porte all'amore, e lo sapeva Maritain quando spiegava che solo l'essere persona può essere la base del bene comune. Rousseau, Freire, Don Milani, Aristotele, Gentile, Makarenko, Montessori e tanti altri con loro, lo hanno imparato, insegnato e ancora lo urlano nelle loro opere affinchè l'uomo capisca che non si può vivere solo di materialismo, di possesso, di paura!
Spieghiamolo ai nostri figli perché non abbiano bisogno di vedere le aberrazioni della violenza resa sistema dei mille totalitarismi del nostro Novecento per imparare la democrazia.