Giovani e Tecnologia

Molto spesso incontriamo genitori preoccupati per il rapporto che i loro figli hanno con i differenti dispositivi elettronici, e ci chiedono consigli e suggerimenti per evitare l'insorgere di abusi e dipendenze.

Abbiamo quindi deciso di prendere alcuni pezzi del nostro libro “Crescere tra reale e virtuale”, dedicato proprio a questi temi.


Le nuove ICT sono pericolose???

La crociata contro le nuove tecnologie è tanto inutile quanto la loro esaltazione. Normalizzare il rapporto con i vari dispositivi è il primo passo di una corretta educazione. Alcune nuove tecnologie sono un utile strumento, pratico e funzionale, che aiuta l'uomo nei differenti contesti. Altre ICT, invece, sono semplicemente un nuovo modo per divertirsi e fare esperienze di apprendimento. Individuare dunque le funzioni primarie di tali oggetti e dare ad esse il giusto ruolo nelle nostre esistenze è il primo passo per un consapevole uso. La prima funzione di uno smartphone è quella di renderci rintracciabili o di rendere reperibili alcuni dati. Quella di una consolle è invece il divertimento. Regalare uno smartphone affinché nostro figlio possa giocare, guardare filmati o socializzare, non risponde alla principale funzione di uno smartphone. Così come la consolle è il giusto regalo per godersi i videogiochi, il pc di casa per navigare e fare ricerche scolastiche, lo smartphone rappresenta il giusto regalo di fronte all'aumento delle autonomie del bambino. Tanto più saremo capaci di trasmettere ai nostri figli una sensazione di normalità nella relazione con tali oggetti, tanto meno rischieremo che questa relazione diventi morbosa…


Per quanto tempo posso farlo giocare???

Ingenuamente si tende a pensare che minore sia il tempo che i ragazzi dedicano a tali attività e minore sia il rischio dell'instaurarsi di una dipendenza. In realtà è importante sapere che godere a fondo l'esperienza è un ottimo elemento di prevenzione: se abbiamo deciso di concedere i videogames, che questo sia momento di sazietà e divertimento. Considerando che la percezione del tempo quando si utilizzano questi dispositivi è alterata e un'ora viene percepita come circa 20 minuti, un tempo ragionevole per offrire sazietà è da considerarsi intorno alle due ore. A ben pensarci, quasi tutte le esperienze della nostra vita utili a sperimentare con gusto un'attività, durano all'incirca questo tempo: un hobby, un allenamento sportivo, la visione di un film, una cena in compagnia, una lezione di teatro o simili.

Sempre rispetto ai tempi di fruizione, è importante anche ricordarsi come tali attività, essendo eccitanti e molto coinvolgenti intellettivamente, siano significativamente stancanti per il cervello. È consigliabile dunque evitarne l'utilizzo prima dei momenti di studio e prima di andare a dormire.

Un ulteriore importante atto di prevenzione verso l'abuso nell'utilizzo delle nuove ICT è rappresentato, inoltre, dalla quantità di tempo che i nostri figli avranno a disposizione per svolgere attività fondamentali alla crescita come il fare esperienze il più differenziate possibili, l'annoiarsi, il riflettere e l'inventare, l'imparare a consolarsi da soli.

Non si deve infatti sottovalutare l'importanza dell'annoiarsi: la noia rappresenta l'occasione per apprendere la pazienza e la capacità di dialogare con se stessi tanto quanto la possibilità di riassaporare i bei momenti vissuti facendone apprendimento. L'alternanza di momenti di noia e di divertimento permette al bambino/ragazzo di riconoscere con pienezza il valore delle esperienze vissute, soprattutto di quelle piacevoli, così da evitare il rischio di crescere dando per scontati, e a volte quasi per dovuti, i bei momenti.

Insegnare ad affrontare la noia, fin da bambini, è un prezioso atto di prevenzione dal bisogno di essere sempre in contatto con gli altri ed un'occasione di riflessione interiore. I momenti di noia rappresentano spazi per riflettere sulle esperienze trascorse, per la creatività, per imparare a consolarsi facendosi compagnia anche da soli e per imparare a dialogare con se stessi. Non è raro incontrare adolescenti che, avendo già sperimentato ogni possibile divertimento fin da piccoli, abbiano maturato una sorta di anestesia emozionale che li rende incapaci di gustare a pieno le nuove esperienze e li incastra nella continua ricerca di intensità. Se a 15 anni un giovane ha già sperimentato più volte viaggi all'estero, campeggi, resort, discoteche, settimane bianche, sport estremi, parchi avventura, parchi divertimenti, tornei sportivi, saggi e gare, concerti, feste di ogni tipo e simili, cosa avrà ancora da scoprire in autonomia e tra pari.

Cerchiamo di lasciar loro mondi e luoghi da scoprire al momento giusto evitando il rischio che la ricchezza materiale dei nostri tempi diventi la loro povertà…


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