"Fare" l'amore...

Nel finale del film “Pensavo fosse amore e invece era un calesse”, il grande Troisi risolveva le sue resistenze verso il matrimonio con una tagliente dichiarazione: “Io non è che sia contrario al matrimonio, però mi pare che un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro.”

Tutti ci abbiamo pensato almeno una volta nella vita. Troisi in effetti altro non fa che provocare le nostre coscienze dando voce alle perplessità e alle paure che tutti abbiamo vissuto nel vivere i nostri amori. Eh già!... Un conto è vivere la spontanea leggerezza di un innamoramento, altro è portare avanti una relazione di coppia facendo lo slalom tra gli impegni di lavoro, i figli, i desideri personali, le aspirazioni, il carattere di ognuno, le ideologie, gli stereotipi, le pressioni sociali e… le differenze tra maschile e femminile.

Perchè far sopravvivere l'amore in una coppia è molto di più che rimanere insieme.

Certo molti di voi leggendo, staranno pensando "eh si l'amore..., io non ho neppure il tempo di farmi una doccia con calma o di fare qualcosa con libertà...", ma questo modo di vivere altro non è che aver firmato la propria condanna all'insoddisfazione, al dolore e alla chiusura della possibilità di amare in ogni sua forma. 

Perché il verbo amare per esistere ha bisogno di tanti altri verbi: pensare, appassionarsi, costruire, riflettere, ascoltare, aver cura, cambiare, ricambiare, ridere, urlare, piangere, godere, condividere, progettare, domandare, rifugiarsi, credere, sperare, litigare, conoscersi, stupirsi, inebriare, sognare...

Amare significa scoprire lo splendore del condividere un percorso nonostante le differenze, le difficoltà e la fatica, ricordandosi come si debba "fare" l'amore per non farlo morire!

Riflettiamo insieme su quali siano gli ingredienti importanti per far sì che stare insieme non diventi piatta monotonia o che dopo tanti anni trascorsi insieme ci si ritrovi a chiedersi chi sia la persona che abbiamo accanto. E' difficile dare ricette su temi così grandi e così soggettivi, ma nel nostro lavoro con le coppie abbiamo osservato alcuni elementi ricorrenti su cui è utile riflettere…

1. Parlarsi è ovvio, capirsi non lo è. Io parlo nella mia lingua e tu interpreti le mie parole alla luce della tua lingua. Capire l'altro non significa semplicemente immaginarsi al suo posto (cioè me nella sua vita), ma riuscire a “vedere” ciò che lei/lui è nella sua vita e come si vede il mondo dal suo punto di vista. Essere empatici, infatti, non significa solamente immedesimarsi e percepire l'altro, ma significa scoprire e capire il suo mondo interiore.

2. Accettarsi per come si è. Con la parola “accettarsi” intendiamo sia accettare se stessi con le proprie caratteristiche, debolezze e grandezze, sia accettare l'altro. E non è affatto facile... perché i difetti dell'altro vanno a toccare esattamente dove a noi fa più male, cioè nei nostri difetti! Infatti se riflettiamo bene, quello che a me appare come un difetto, per un altro potrebbe essere una risorsa. Il problema è il giudizio e la nostra pretesa, a volte, di voler avere sempre ragione...  La fatica dell'accettare inizia nell'accogliere le differenze e prosegue nel cercare punti di forza proprio in quelle differenze.

3. Sapere chi siamo e cosa vogliamo dall'altro. Essere chiari con noi stessi circa i nostri desideri e le nostre aspettative verso l'altro ci aiuterà a diminuire il rischio di delusioni date e ricevute. Le frasi come “capisco ma...”, “vorrei solo che tu...”, oppure “se solo tu capissi che...” nascondono sempre volontà non espresse che impediscono alla coppia di costruire le proprie reciprocità e le proprie mediazioni su basi solide e consapevoli. Del resto se non so bene cosa vuoi da me, come faccio a dartelo?

4. Essere disposti al cambiamento nonostante le naturali routines. Una coppia che non sa cambiare e vivere “nuove vite”, scoprendosi e scegliendosi di volta in volta, è una coppia che non riuscirà a mantenere vivo l'amore. Dalle piccole cose come cambiare abitudini e hobbies, giochi condivisi e spazi individuali fino a giungere ai grandi cambiamenti che la vita impone come l'arrivo e la crescita dei figli, un trasferimento o l'adattarsi ad eventi sfortunati, l'amore chiede l'invenzione di nuovi equilibri entro cui non venga mai meno il rispetto reciproco.

Certo non è tutto qui. Stare insieme e continuare ad amarsi è un impegno molto grande che per funzionare ha bisogno di mille altre risposte e di grande determinazione, ma soprattutto, come insegnava Troisi... c'è bisogno che non sia un calesse!