W la mamma!

Oggi è la festa della mamma ma noi vogliamo festeggiare, celebrare ed onorare un concetto più ampio che può appartenere anche a tutte quelle donne che non sono biologicamente mamme: la maternità. Perchè la maternità è qualcosa di più grande e di più sacro: non è semplicemente essere mamma, ma aver scelto di essere materna...

La maternità, fatta di coccole, di sospensione del giudizio, di accettazione compassionevole, di umiltà e di riserbo non è in linea con i dettami del mondo di oggi: competitività, assertività, capacità di imporsi, successo ed alta immagine sociale. Le mamme di oggi, spesso, non aspettano i figli e non li accolgono con pazienza ma li guidano e li anticipano, a volte dovendo fare quello che i papà non fanno più...

Invece una mamma dovrebbe essere un nido caldo ed accogliente in cui rientrare per fare il pieno di fiducia, per ricaricare le pile sentendosi accettati nonostante i difetti, per lenire il dolore delle ferite ed imparare la misericordia, la compassione e la tenerezza.

Essere mamma è un compito impegnativo e vitale per uno sviluppo sano del bambino. Ma cosa vuol dire essere mamma? Che tu sia madre biologica o madre per scelta, significa prendere atto di un ruolo di presenza profonda e costante che non dipende dalla quantità di tempo che avrai dedicato ai tuoi figli ma dall'intensità e dalla profondità con cui sarai stata in grado di accogliere in te l'anima del cucciolo.

La maternità si caratterizza per una prima fase di totale accoglimento dell'altro, che nella maternità biologica corrisponde alla gravidanza ed ai primi anni di vita ma nella maternità "educativa" può iniziare in fasi differenti dell'esistenza del figlio fino alla sua sazietà affettiva. Solo quando un figlio si sente pieno dell'amore e dell'accettazione incondizionata di una mamma si apre in lui lo spazio per vivere con serenità e gusto ciò che la vita gli offre. A questo punto il rapporto madre-figlio si evolve e la mamma può diventare una figura di sfondo, centrata sulla capacità di accogliere e sostenere quando c'è bisogno e quando l'aiuto viene chiesto. Non sta nel centro della scena, ma si sente se manca o se è mancata.

Nell'età adulta, infine, la mamma è la memoria della purezza della nostra identità, un richiamo interiore che ci da la forza di affrontare le difficoltà e di non mollare nel rispetto della nostra dignità e della nostra anima, anche quando la mamma non c'è più.

La mamma è la fonte del dialogo interiore, liberante e intelligente che ci insegna a capire il mondo. E' un abbraccio infinito che ti fa sentire degno dell'amore della vita o, a seconda dei differenti credi, dell'amore di Dio, di Allah, di Buddha o di qualsiasi altro nome vogliamo dare alla nostra esperienza spirituale.

La mamma non fa cose, "non serve" come il geniale De Filippo dice al figlio in "Natale in casa Cupiello". In tutti i sensi: non è servitrice, non è funzionale, non è strategia né tantomeno efficacia. E' Amore libero ed incondizionato, da respirare, da scoprire e gustare per imparare ad amare una moglie, un marito, o i nostri figli.

Amore saziante e liberante che non ha paura di perderti perché sa, senza miti e sensazionalismi, che un figlio che non ha più bisogno di mamma non è un figlio ingrato ma è un adulto che può amare con tutto il suo cuore la vita.