In occasione della giornata mondiale del clima

Al di là della confusione mediatica intorno alla giovane Greta, che diventa parafulmine di strumentalizzazioni politiche e culturali, ci sembra doveroso ricordare quanto "l'aver cura" del luogo in cui viviamo sia un importante valore da trasmettere e da condividere, fatto di piccoli atti quotidiani, di attenzioni e scelte lungimiranti: diminuire gli sprechi, utilizzare sensatamente le risorse, rispettare gli ambienti in cui viviamo per poter vivere appieno il nostro oggi e il nostro domani.

L'aver cura non è un qualcosa che facciamo semplicemente per gli altri nè un automatismo. Aver cura è l'esito di una riflessione che ci restituisce gratificazione interiore e benessere. Aver cura non è solo porsi il problema del pianeta in cui viviamo, ma è una dimensione della nostra interiorità che riguarda la qualità dell'amore e dell'attenzione che offriamo al mondo e, di conseguenza, a noi stessi. Così come non parlo quando ho timore di ferire l'altro o finchè non ho ben chiaro cosa dire, così non utilizzo "packaging inutile" e non spreco oggetti e risorse ancora utilizzabili. Così come non utilizzo l'auto se posso andare a piedi, così mi sforzo di offrire il meglio di me a chi mi sta accanto.

Se entro in un locale pulito e ben arredato, di sicuro il rischio di contrarre malattie sarà inferiore, ma l'aver cura non riguarda solo aspetti materiali e di salute. Se entro in un locale in cui si respira l'amore che le persone hanno messo per produrre quell'atmosfera, io stesso ne beneficerò. L'aver cura è il buon sapore delle attività che ci danno gusto e soddisfazione. Don Milani lo definiva "I care"...

Aver cura è un atto essenziale allo stare bene. Racchiude in sè una vasta gamma di significati che riguardano i rapporti con le persone che amiamo, con gli oggetti che possediamo, con i nostri progetti e le nostre responsabilità, con i luoghi in cui viviamo e sopratutto ci permette di imprimere qualità nelle nostre azioni.


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photo by Ben White on Unsplash