E' tempo di esami...

Il mese di giugno per alcuni ragazzi rappresenta il mese della "liberazione" perchè finisce la scuola, per altri invece rappresenta il mese del "terrore" perché ci si trova ad affrontare i primi esami importanti della nostra vita. Che sia l'esame di terza media o quello della maturità, siamo di fronte a un periodo di particolare impegno e stress, sia per i ragazzi che per noi genitori.

In particolare i giorni dalla fine della scuola alla fine degli esami sono momenti pieni di stress ed ansia che contaminano tutta la famiglia: l'ansia, l'angoscia, la paura e la tensione per l'impegno vissute dai ragazzi si sovrappongono alla preoccupazione per i risultati, all'ansia di protezione, al senso di responsabilità e alla voglia di sostenere tipiche dei genitori.

Spesso questa ebollizione di emozioni finisce per creare distress (il lato negativo dello stress) danneggiando così le performances dei ragazzi sia sul piano dei risultati ottenuti, che su quello della soddisfazione personale e dei vissuti complessivi dell'esperienza.

Viver bene un esame significa seguirne il percorso con un progressivo aumento della concentrazione e della tensione per giungere a rendere la miglior prestazione possibile e mantenerne un buon ricordo nei giorni a seguire, con la sensazione di aver dato il meglio.

Abbiamo cercato di individuare alcune linee guida per i ragazzi che sostengono gli esami e per i loro genitori.

Per i giovani:

Per prepararsi al meglio un esame occorre avere un buon metodo di studio: non conta quante ore studi ma conta che studi bene. Allora che significa studiare bene? Significa organizzare il proprio tempo di studio rispettando alcuni criteri di fondo:

a) usare prevalentemente le ore del mattino;

b) avere orari regolari: andare a dormire e svegliarsi più o meno alla solita ora, studiare nelle solite fasce orarie e possibilmente nei soliti luoghi;

c) avere una buona concentrazione: lasciar da parte i pensieri collegati agli altri aspetti della nostra vita ma anche le "paranoie" su come potrà andare l'esame. Per far questo può essere utile scaricare i pensieri, prima di iniziare a studiare, in forma scritta o tramite registrazione vocale, così da poterli rileggere/riascoltare a fine sessione di studio;

d) programmare cicli di studio di 50-55 minuti circa a cui far seguire 5-10 minuti di riposo;

e) prevedere un impegno progressivo: ad esempio i primi giorni farò 2 cicli di studio al mattino e 1 al pomeriggio per poi nei giorni successivi aumentare il carico;

f) dedicare fasi lunghe alle differenti discipline: l'ideale sarebbe, almeno nei primi giorni, dedicare ad ogni disciplina una giornata intera. Comunque non sovrapporre più di due materie al giorno (una al mattino e una al pomeriggio);

g) Leggo e comprendo, svolgo esercizi se la materia lo richiede, sintetizzo in schemi/parole chiave che ritengo opportune per fissare il concetto, ripeto ad alta voce fino a quando non sarò soddisfatto dell'esposizione;

h) E' molto importante alternare il tempo di studio al tempo del divertimento: scaricare le tensioni non significa non far nulla ma entusiasmarsi facendo qualcosa che amiamo e ci diverte. Il relax da solo non è sufficiente a farci ritrovare la giusta motivazione allo studio e dunque va alternato al vero e proprio divertimento.

 

Per i genitori:

Il momento degli esami dei nostri figli è anche per noi genitori un momento di crescita poiché rappresenta un rituale di passaggio da una fase della vita ad un'altra. L'esame di terza media rappresenta il passaggio dalla pubertà all'adolescenza, quello di maturità invece rappresenta il momento di uscita simbolica dal nucleo familiare. Come tali sono sempre momenti di crisi, rivoluzione e cambiamento che impongono nuovi adattamenti. Per avere la lucidità di affrontarli non basta la volontà. Sono necessarie la riflessione e la comprensione dei problemi ed è indispensabile dosare in maniera corretta le nostre energie. Prendiamoci dunque un tempo per prepararci ad affrontare queste fasi chiedendoci di cosa abbia realmente bisogno nostro figlio ma anche organizziamoci per non essere travolti dall'uragano dell'ansia e della preoccupazione. Pur stando loro vicini con affetto, è importante mantenere i nostri spazi di vita (lavoro, hobbies, relax o simili) per non essere anche noi sfiniti, nei momenti di maggiore difficoltà.

Occorre, inoltre, evitare alcuni errori che a volte in buona fede si commettono:

a) Non sostituirsi nell'organizzazione: lasciare liberi i nostri figli di scegliere come organizzare il tempo e i momenti di studio sulla base delle loro preferenze. Più cercheremo di passare loro le nostre soluzioni più creeremo in loro resistenze ed insicurezze. Dare consigli solo quando verranno richiesti ed in generale offrire fiducia e sostegno.

b) Non mettere ansia e non pressare sull'impegno ma far vivere, comunque vada, autonomamente l'esperienza d'esame. E' importante che cresca, non che ottenga solo un determinato voto. Prima impareranno ad affrontare le difficoltà da soli, prima diventeranno sufficientemente solidi per essere adulti. Eventualmente in alcuni casi aiutiamoli a scaricare tensioni coinvolgendoli in qualcosa di divertente;

c) Non ricaricare gli eccessi che vediamo in loro: se tuo figlio ha troppa paura dell'esame non farti prendere dal panico e tranquillizzalo; se non ha alcuna preoccupazione per l'esame provoca in lui/lei un pò di tensione.

 Buon lavoro a tutti!

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Photo by A. Chauhan on Unsplash